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Il turismo congressuale e d’affari: qualche segnale di ripresa, ma resta l’incertezza

Data: 02-07-2010
Autore: Redazione ONT

Il primo trimestre 2010 si è aperto con una flessione dell’incidenza della clientela d’affari rispetto allo stesso periodo del 2009: viaggia per lavoro e congressi il 17,7% della clientela contro il 25,4%. Questo è quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio Nazionale del Turismo su dati Unioncamere. Tra le aree geografiche, si distingue il Nord-Ovest dell’Italia, che raccoglie la maggior parte di flussi turistici legati al turismo business, con una quota pari al 28,7%, e l’unica in aumento (+3,9%) rispetto ai primi tre mesi del 2009. I turisti legati al settore business (17,7%) sono costituiti in prevalenza da viaggiatori individuali (11,4%), seguiti dai congressisti (3,2%) e dai turisti in gruppo (3,1%). 
Il segmento business, ossia la domanda generata da viaggi d’affari, convegni e congressi, rappresenta circa un quarto della clientela delle strutture ricettive italiane. La crisi economica ha però costretto molte aziende a ridurre i viaggi d’affari, sostituendoli con modalità alternative (come ad es. videoconferenze o conference call), e a contenere i costi per le missioni e le trasferte utilizzando vettori low cost, preferendo il treno all’aereo o ancora utilizzando tariffe non-open. Le imprese, inoltre, hanno ridotto il budget per le missioni contraendo i giorni di permanenza e negoziando tariffe migliori con le strutture ricettive.
Secondo gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio Congressuale Italiano dell’Università di Bologna (L’attività congressuale italiana 2008-2009, Università di Bologna – Rimini Campus), il turismo congressuale ha iniziato a risentire della congiuntura economica negativa già dal 2008. Tra luglio 2008 e giugno 2009, infatti, è stato registrato un calo del numero di incontri organizzati nelle aziende italiane (-3,5%), del numero di partecipanti (-9,7%), ma soprattutto delle presenze congressuali (-3,6). A ridursi sono stati soprattutto gli eventi internazionali organizzati in Italia e le presenze generate dai partecipanti stranieri. Il trend degli ultimi due anni ha mostrato una crescita soprattutto degli eventi di piccole dimensioni (da 50 a 100 partecipanti), mentre è calata la domanda per i medi e grandi eventi. Una tendenza che si è andata affievolendo nel secondo semestre 2009, con una ripresa dei congressi di dimensione media e delle presenze congressuali che sono salite del +2,9%. Le principali destinazioni italiane del turismo congressuale sono i poli di Roma e Milano e le città di Firenze, Torino, Rimini.
 

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