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Traffico passeggeri ancora in crescita a ottobre, ma la IATA invita alla prudenza

Data: 12-12-2011
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Resta positivo il trend dei viaggi aerei nel mondo, nonostante forti differenze da un continente all’altro. Secondo i dati diffusi da IATA (International Air and Transport Association), il traffico passeggeri ha mostrato, a ottobre 2011, una crescita del 3,6% rispetto allo stesso mese 2010. Siamo comunque di fronte a un rallentamento nei confronti della media annuale, che si colloca intorno al +7%. Nonostante la crisi dell’eurozona, i vettori europei hanno registrato un aumento della domanda, pari al +6,4%, superiore alla media, e il fattore di carico (80,2%) più elevato a livello globale. Secondo la IATA, la performance del Vecchio Continente – riscontrata non solo a ottobre, ma in tutto il 2011 – è probabilmente dovuta al buon andamento dell’export delle economie Nord-europee, favorito dall’euro debole. Ciò ha portato a un incremento nel volume dei viaggi d’affari che spiegherebbe, almeno in parte, i risultati positivi del Vecchio Continente. Meglio dell’Europa hanno fatto il Medio Oriente (+7,7%) e l’America Latina (+6,7%), anche se con fattori di carico più bassi, pari rispettivamente al 74,8% e al 76,8%. I vettori del Nord America hanno invece registrato un calo del -1,9%, causato soprattutto dalla riduzione della capacità operata dalle compagnie. Il fattore di carico, all’80,1%, è tuttavia secondo solo a quello europeo. I vettori dell’area Asia-Pacifico hanno riportato una crescita del 3,8%, con un fattore di carico del 75,2%. Questi risultati, inferiori alla media mondiale, sempre secondo la IATA, sarebbero in larga misura da imputare alla crescita dell’export europeo, che ha penalizzato i mercati asiatici. Ancor più deboli sono state le prestazioni delle compagnie africane, sia in termini di crescita del traffico (+3,8%), che di capacità di carico (68,2%), la più bassa al mondo. Nei primi dieci mesi dell’anno, metà della crescita globale della capacità e del traffico è stata generata dai vettori europei. L’incerta situazione economica del Vecchio Continente spinge però alla prudenza; anche il direttore generale di IATA Tony Tyler ritiene che poiché l’Europa detiene il 29,2% dei viaggi aerei globali, l’attuale tenuta complessiva del settore poggi su fondamenta fragili. Le dichiarazioni di Tyler non si limitano ai moniti, ma contengono anche un invito, rivolto ai governi di tutto il mondo a “sfruttare il ruolo strategico dell’aviazione per riportare le economie sulla strada della crescita”. Tra le misure sollecitate dal direttore di IATA, la realizzazione dello spazio aereo comune europeo e la commercializzazione di biocarburanti sostenibili; la loro applicazione “migliorerebbe le performance ambientali e contribuirebbe al successo economico del settore sul lungo termine”.

Per approfondimenti: www.iata.org