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Riparte il turismo d’affari italiano: preferite le mete estere

Data: 22-02-2012
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Il turismo d’affari nel 2011 ha guadagnato lo 0,6% rispetto al 2010. Questo è quanto emerge dall’indagine campionaria presentata dalla rivista “turismo d’affari” in occasione della Bit 2012 e inclusa nell’undicesima edizione dell’Osservatorio del Business Travel a cura della Scuola Superiore di Scienze Turistiche dell’Università di Bologna. E’ salito a 30,9 milioni il numero dei viaggi di lavoro dalle aziende italiane nel 2011, la crescita sintetizza una dinamica delle trasferte a tre velocità: mentre i viaggi compiuti entro i confini nazionali diminuiscono dello 0,7% (22,2 milioni del 2011 contro i 22,3 milioni nel 2010), quelli all’estero si incrementano rispettivamente del 2,6% (6,7 milioni) per le trasferte aziendali dirette in Europa e del 9,3% per i viaggi internazionali (8,8 milioni), frenati solo marginalmente dalla “primavera araba” e dalle calamità naturali che hanno interessato il Medio Oriente. E’ la prima volta, dal 2002, che il tasso di crescita rilevato dai viaggi di lavoro internazionali supera quello registrato dai viaggi nazionali e riesce a recuperare i livelli pre-crisi, grazie anche al buon andamento degli investimenti diretti all’estero dalle aziende italiane. Fra le principali mete destinatarie dei viaggi di lavoro spiccano l’Asia che si conferma, anche nel 2011, il principale continente di destinazione dei viaggi d’affari dall’Italia, con una crescita del 30% rispetto al 2010 trainata, soprattutto, dall’ottimo risultato del Giappone (+65%) e della Cina. In crescita anche i viaggi di lavoro diretti in America (+20%), mentre risultano in calo le trasferte aziendali in Africa (-20%). Fra le destinazioni europee si evidenzia una leggera crescita delle mete tedesche e francesi (+2% circa per entrambi i paesi) mentre cala il business travel dall’Italia verso la Spagna (-6%). Con riferimento ai settori imprenditoriali, mentre il comparto manifatturiero cresce del 3% raggiungendo quota 8,5 milioni di viaggi di lavoro compiuti nel 2011, il settore terziario rileva una contrazione dello 0,2% scendendo a quota 22,4 milioni a causa, soprattutto, del negativo andamento dei viaggi d’affari compiuti entro i confini nazionali. In termini di durata si contraggono sia i viaggi lunghi - più di due pernottamenti (5,6 milioni, -2,2% rispetto al 2010) - sia l’escursionismo d’affari (12,5 milioni, -1,9%) a favore dei viaggi brevi (meno di due pernottamenti) che crescono del 4,6% arrivando a 12,9 milioni circa. Nel 2011 è l’aereo il mezzo di trasporto che registra le migliori performance grazie, soprattutto, all’incremento delle trasferte intercontinentali; i viaggi aziendali in aereo sono stati 11,7 milioni, il 2,6% in più rispetto al dato del 2010. Perde punteggio, dopo due anni di crescita sostenuta, il trasporto su rotaia i cui 3,9 milioni di viaggi nel 2011 risultano in contrazione del 3,3% rispetto all’anno precedente. Rimangono pressoché stabili le trasferte aziendali realizzate con l’auto che rimane comunque il mezzo di trasporto più utilizzato (15,3 milioni, -0,2% rispetto al 2010). La spesa per il business travel delle aziende italiane sale, nel 2011, a quota 18,1 miliardi di euro superando del 4,8% i livelli dell’anno precedente. Come per il numero viaggi, anche l’incremento della spesa è trainato dalla componente internazionale che aumenta del 7,2% raggiungendo un importo pari a 11,4 miliardi di euro. Meno marcata la crescita della spesa nazionale che con 6,8 miliardi di euro, registra un aumento del 1,1% rispetto al 2010. Aumenta notevolmente la spesa per i trasporti (+7,1%), mentre il costo per alloggi e ristoranti cresce rispettivamente, del 1,6% e del 1,2%. Moderatamente positive anche le stime per l’anno in corso: il 62% delle aziende italiane intervistate prevedono di incrementare il budget destinato ai viaggi, il 24% intende mantenere invariato il livello di spesa, mentre il restante 14% ha espresso l’intenzione di contrarre il costo da dedicare ai viaggi d’affari. Tuttavia, secondo i dati, anche per il prossimo futuro saranno preferite le destinazioni del mercato internazionale a scapito di quello nazionale.

Per approfondimenti: Rivista turismo d'affari - Ediman