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Offerta culturale in Italia: una galassia di oltre 4.500 istituti

Data: 09-01-2014
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Il patrimonio culturale è una risorsa straordinaria per il nostro Paese, sia per la trasmissione dell’identità collettiva, sia per il valore economico che è in grado di generare come componente essenziale della nostra offerta turistica. Oggi, per la prima volta, esiste un sistema informativo integrato, su base censuaria, sui musei, siti archeologici e monumenti in Italia aggiornato al 2011. Il progetto, voluto dal Ministero per i beni le attività culturali ed il turismo e nato da un protocollo d’intesa con l’Istat, le Regioni e le Province, consente un’esplorazione flessibile e personalizzata del patrimonio sia con riferimento alle caratteristiche qualitative che all’andamento della domanda di visitatori.
Le strutture aperte al pubblico sono quasi 4600, di queste circa 3800 sono musei, gallerie o collezioni, 240 aree o parchi archeologici, e circa 500 monumenti e complessi monumentali; tale patrimonio è per la maggior parte di proprietà pubblica (63,8%), di questi, il 42,2% dipende dai Comuni e il 9% dal Ministero competente.
L’offerta museale italiana è fortemente polarizzata: vi è una grande quantità di strutture di piccola dimensione diffuse in modo capillare su tutto il territorio nazionale (quasi un comune su 3 ospita un museo) che però risultano poco efficaci in termini di attrazione della domanda; vi sono poi poche grandi istituzioni di rilievo internazionale che generano quasi la metà dei visitatori (nei primi 15 istituti si concentra quasi un terzo del totale della domanda).
Quasi la metà dei musei e dei monumenti sono localizzati al nord Italia, mentre, oltre il 50% delle aree archeologiche sono concentrate nel sud e nelle isole. Le prime tre regioni con il maggior numero di istituti sono la Toscana (550), l’Emilia-Romagna (440) e il Piemonte (397); queste ultime regioni possono altresì vantare anche una vasta capacità ricettiva: in termini di posti letto le tre regioni insieme coprono una quota del 30% sul totale nazionale.
Nel 2011 sono quasi 104 milioni i visitatori che si sono recati presso le istituzioni culturali italiane, mostrando la tendenza a concentrarsi in poche destinazioni: il 51% degli ingressi si concentra in sole tre regioni: Toscana (22,1%), Lazio (20,1%) e Lombardia (8,8%). Se invece si considera il numero medio di visitatori per singolo istituto sono Lazio, Toscana e Campania ad occupare le prime tre posizioni mentre Marche, Abruzzo e Molise si trovano nelle ultime tre posizioni della classifica. Significativa la presenza dei visitatori stranieri che, seppur complessivamente rappresentano il 44% del totale visitatori, per oltre la metà dei musei e degli istituti similari italiani pesano meno del 10% degli ingressi.
L’ingresso è gratuito per quasi la metà delle strutture; nel 2011 il 26% degli istituti che prevedono il pagamento del biglietto d’ingresso realizzano un introito massimo di 10.000 euro, mentre solo una piccolissima parte (1,2%) vanta un incasso superiore al milione di euro.
Il crescente potenziale in termini di attrattività del nostro patrimonio artistico - culturale è sottolineato anche dagli andamenti della domanda turistica: le presenze nelle strutture ricettive italiane ubicate nelle località classificate d’interesse storico - artistico coprono, nel 2011, una quota pari al 25,4% del totale. Tale quota si caratterizza, a sua volta, con un 33,7% rappresentato dalla clientela straniera ed un 18% riferibile alla componente domestica delle presenze nelle città d’arte.
 

 

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