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Il grande potenziale del Luxury Travel

Data: 06-04-2017
Autore: Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Habour_of_Capri
Il comparto luxury non conosce crisi: +48% a livello mondiale dal 2009 al 2014, con un fatturato che raggiunge il trilione di euro l’anno, con Europa e Nord America principali bacini di origine della domanda e con una previsione di crescita al 2025 determinante soprattutto per i Paesi dell’Asia e Pacifico. Questi i risultati emersi dallo studio a cura dell’Università Bocconi, presentato in occasione della BIT 2017 a Milano.

Il settore turistico rappresenta una fetta importante dell’intero comparto se pensiamo che, a livello globale, l’hotellerie e le crociere di lusso generano un fatturato di 185 miliardi di euro, cui vanno aggiunti almeno 112 miliardi nei settori food, wine ed alcolici, tutti in crescita del 4% rispetto al 2015. Il turismo del lusso è aumentato del 4,5% annuo fra il 2011 e il 2015, la crescita è però il riflesso dell’incremento del numero di viaggiatori (provenienti soprattutto dai mercati emergenti) più che della spesa. Sarà del 6,2% annuo il tasso di crescita che riguarderà il luxury travel nel prossimo decennio, grazie alla spinta decisiva dei viaggi a lungo raggio. Stati Uniti (9,2 milioni di viaggi di lusso internazionali), Cina (6,9 milioni), Giappone, Canada e Australia sono i principali bacini di origine del turismo di lusso mentre primeggiano Regno Unito, Francia e Germania a livello europeo.

Ma come si colloca l’Italia in questo comparto dalle grandi potenzialità? Molte ricerche (ad esempio Virtuoso e Travel Leaders Group) posizionano il Belpaese al primo posto come meta desiderata dai luxury traveler. L’Italia, inoltre, compare fra i primi dieci Paesi di destinazione per spesa in shopping da parte dei turisti internazionali, sebbene questo dato abbia subito una flessione rispetto al 2015 (-11%) seguendo il trend europeo in discesa che vede anche il decremento della Germania (-25%) e della Francia (-21%), mentre il Regno Unito, agevolato dall’indebolimento della sterlina all’indomani della Brexit, ha conosciuto una crescita (+8%).

L’Italia gode di una brand awareness molto alta ed un posizionamento ben definito nella mente del consumatore straniero di lusso attratto dall’italian way of life e dalla possibilità di vivere esperienze autentiche nella nostra terra, nonostante ciò, però, il potenziale turistico in questo settore non è del tutto sfruttato e vi sono ancora degli alti margini di miglioramento, soprattutto lato offerta (non solo ricettiva), ancora troppo carente rispetto ai nostri principali competitors europei. Attualmente il luxury travel rappresenta una quota del 20,8% dei flussi stranieri diretti in Italia e genera un giro d’affari complessivo di 7,3 miliardi di euro (+7% rispetto al 2015). Le città di Roma e Milano, come mete di lusso, sono posizionate dopo Dubai, New York, Taipei, Barcellona, Londra e Parigi anche a causa di un’offerta ricettiva di lusso inferiore e fortemente frammentata rispetto ad altri Paesi Europei, ad una difficoltà nell’ottenimento dei visti, un rapporto qualità prezzo non sempre ottimo ed un’attività di promozione poco coordinata. A tale riguardo vanno però segnalati timidi segni di un cambio di rotta, soprattutto per la città di Milano la cui offerta alberghiera luxury è cresciuta fortemente negli ultimi anni ed è gestita principalmente da noti marchi internazionali. L’Italia, inoltre, è la prima destinazione, fra i Paesi dell’area Schengen, per i big spender del turismo di lusso e questo rappresenta già oggi una grande opportunità di sviluppo per il settore.
 

Per approfondimenti: BIT 2017

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