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I flussi extraeuropei sostengono la ripresa del turismo italiano nel biennio 2013/14

Data: 08-01-2014
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

L’Italia appare in ripresa come destinazione turistica internazionale nel biennio 2013-2014, con un posizionamento competitivo in notevole miglioramento sui mercati d’origine extraeuropei. Lo dice il CISET nell’ultima edizione del rapporto TRIP – Italia, studio previsionale sull’andamento dei flussi da e verso l’Italia. Dal documento emerge, tuttavia, una nota negativa, in quanto la crescita complessiva dell’inbound del nostro paese risulta inferiore a quella registrata dalle principali destinazioni concorrenti europee.
Il rapporto TRIP include, infatti, un’analisi comparata dei trend previsti per l’Italia rispetto a sette competitor europei, individuati in base alla presenza di un’offerta turistica simile: Austria e Svizzera per i soggiorni in montagna; Grecia, Spagna e Portogallo prevalentemente per la vacanza balneare; Francia e Regno Unito in quanto caratterizzati da un’offerta articolata su più prodotti.
Tutti i paesi considerati chiuderanno il 2013 in crescita, anche se con andamenti diversi. Secondo le proiezioni, Grecia (+5,3%), Portogallo (+5,1%) e Francia (+4,5%) si distingueranno per i maggiori incrementi nel numero di arrivi da turismo internazionale; Austria (+2,4%) e Italia (+2,2%) dovrebbero invece registrare gli aumenti più contenuti. Per il 2014, si prevede un consolidamento della crescita per tutti gli otto paesi considerati, escluso il Portogallo (+4,6%); il nostro paese dovrebbe registrare un incremento dell’incoming pari al +3,1%, superiore a quello dell’anno in corso, ma sempre al di sotto dei tassi segnati dalle destinazioni concorrenti. Secondo le previsioni l’Italia si attesterà, l’anno prossimo, su un numero di  arrivi internazionali di poco superiore ai 55 milioni, mantenendosi al terzo posto in Europa dietro la Francia (91,4 milioni) e la Spagna (63,3 milioni).
La concorrenza sarà particolarmente aspra per le nostre destinazioni balneari, le cui performance potrebbero essere condizionate da due fattori: le politiche di prezzo aggressive attuate nei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo come misura anticrisi volta ad incentivare l’economia attraverso il turismo; il recupero di competitività delle destinazioni nordafricane. Un simile contesto competitivo rischia di penalizzare le regioni del Mezzogiorno, meno attrezzate a compensare eventuali perdite estive con un’offerta differenziata per stagione, prodotti e segmenti di domanda. Appare meno problematica, a detta del CISET, la situazione sulla fascia adriatica, grazie anche alla maggiore vicinanza geografica rispetto ai principali bacini di origine centro-europei.
Per quanto riguarda i paesi di origine dei flussi turistici stranieri verso l’Italia, si osserva una generale stagnazione della crescita – e, in alcuni casi, di un vero e proprio calo – degli arrivi dai principali mercati europei, con un lieve miglioramento nel 2014 rispetto al 2013. Il nostro paese appare come sempre molto ben posizionato sui mercati dell’area mediterranea, nonostante una lieve contrazione nel 2013 (-0,3%) cui farà seguito un moderato recupero nel 2014 (+0,5%). Le basse percentuali di crescita dipendono in primo luogo dalla critica situazione economica di Spagna, Grecia e Portogallo; il nostro paese si distingue comunque per la capacità di contenere la contrazione dei flussi turistici originati da questi tre paesi duramente colpiti dalla crisi. Il vantaggio competitivo, in questo caso, è determinato dalla vicinanza geografica, dalla presenza di voli low-cost e dall’attrazione che l’Italia esercita sulle fasce di domanda marginali di questi mercati.
La Francia, primo mercato d’origine dell’area mediterranea con quasi 4 milioni di arrivi in Italia, mostra un andamento migliore rispetto alla media regionale. I flussi da questo paese dovrebbero infatti crescere dello 0,1% nel 2013 e dello 0,8% nel 2014. Lo studio del CISET rileva, peraltro, che le partenze totali dei francesi verso l’estero aumenteranno a un ritmo maggiore rispetto a quello registrato per i flussi verso l’Italia: +0,5%  per l’anno in corso e +1,3% nel 2014; in questo contesto, il nostro paese sembra non essere in grado di catturare nuove quote di mercato in una fase di ripresa del turismo francese all’estero, probabilmente a vantaggio di mete di media-lunga distanza più competitive in termini di prezzo.
La Germania, che con circa 12 milioni di arrivi è il mercato estero in assoluto più importante per il nostro incoming, mostra un andamento positivo sia nel 2013 (+1,2%) che nel 2014 (+1,6%); come per la Francia, però, si rileva anche in questo caso una crescita inferiore rispetto a quella del turismo in uscita dalla Germania nel suo compesso. L’Italia appare ben posizionata sul mercato tedesco soprattutto per quanto riguarda il turismo lacuale e le destinazioni balneari del nord Adriatico; la vicinanza geografica favorisce queste località, dato che in periodi di crisi le scelte dei turisti si orientano preferibilmente su destinazioni di breve-medio raggio.
Nel biennio 2013-2014 saranno tuttavia i paesi extraeuropei a sostenere la crescita del turismo internazionale a livello globale, con ricadute positive sull’incoming italiano. I flussi internazionali generati fuori dal Vecchio Continente dovrebbero aumentare del 3% nel 2013 e del 4,6% nel 2014. La crescita degli arrivi verso l’Italia sarà persino migliore, con tassi del +3,9% quest’anno e del +6,6% nel 2014. Grazie a questi incrementi, gli arrivi extraeuropei nel nostro paese supereranno, l’anno prossimo, quota 10 milioni, portando a un recupero delle perdite subite tra il 2008 e il 2009.
Particolarmente interessante per l’Italia sarà, secondo le previsioni, l’andamento del mercato statunitense, con crescite del 4,7% nel 2013 e del 9,3% nel 2014. Gli Stati Uniti si confermano al primo posto tra i mercati extraeuropei per il nostro incoming, con cifre che l’anno prossimo dovrebbero sfiorare i 5 milioni e mezzo di arrivi. Il Giappone, dal canto suo, pare aver superato le difficoltà economiche causate dall’incidente di Fukushima, tanto che nel prossimo biennio i flussi verso l’estero aumenteranno del +2,1% e del +1,7%; l’incremento degli arrivi verso l’Italia dovrebbe toccare il +3,0% nel 2013 e il +2,7% nel 2014.
La ridotta propensione ai viaggi internazionali dei cittadini europei, i cui consumi sono ancora frenati dalla crisi, sarà dunque compensata dalla crescita dei flussi provenienti dall’Asia e dal Nord America, aree caratterizzate da un maggior dinamismo economico. Il bacino di domanda costituito dai mercati extraeuropei dovrebbe veder aumentare il proprio peso sul turismo internazionale del nostro paese con incrementi del +2,4% nel 2013 e del +6% nel 2014, arrivando a superare la quota del 18% sul totale degli arrivi di turisti stranieri in Italia.

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