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Bilancio 2013 deludente per gli aeroporti italiani

Data: 07-02-2014
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Per il secondo anno consecutivo, il traffico aereo commerciale italiano registra un calo nel numero dei passeggeri. Nel 2013, nei 38 scali aeroportuali italiani monitorati da Assaeroporti, sono transitate 143,9 milioni di persone, l’1,9% in meno rispetto al 2012. La negatività di questo dato è moderata dall’analisi dell’andamento mensile del traffico: dopo nove mesi di flessione (con l’eccezione di giugno), l’ultimo trimestre del 2013 si è chiuso con una crescita media mensile dell’1,2%, che potrebbe essere il segnale di un’inversione del trend.
Secondo Assaeroporti, l’andamento del trasporto aereo nel nostro Paese è stato condizionato, oltre che dalla difficile situazione economica, dalla flessione dei vettori tradizionali – non più capaci di garantire una diffusa presenza nella rete aeroportuale italiana – a favore dei vettori low-cost e dalla crescente concorrenza del treno ad alta velocità su alcune importanti rotte del Paese. La crisi, in effetti, ha pesato soprattutto sul traffico domestico (-6,2%), mentre si segnalano una sostanziale tenuta della domanda sulle rotte interne all’Unione Europea (+0,5%) e una certa vivacità del mercato extraeuropeo (+3%).
L’incremento del traffico sulle rotte internazionali è stato favorito, in diversi aeroporti italiani,  dall’ingresso di nuove compagnie e dall’apertura di nuove tratte. Da sottolineare l’inaugurazione, sul finre del 2013, del volo Fiumicino-Wenzhou, che fa di Roma l’unica città in Europa a possedere un collegamento diretto con una delle città più importanti della Cina Sud-orientale. Il Leonardo da Vinci, che ha potuto contare su un incremento del 6% dei passeggeri sui voli da e per il Medio Oriente, ha inoltre rafforzato i collegamenti con Israele, la Giordania, il Libano, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. Tra i mercati emergenti si segnalano anche la Turchia e i Paesi dell’Est Europa, con l’attivazione o il potenziamento dei collegamenti tra scali italiani e Paesi come la Romania, la Bulgaria, l’Albania, anche se la parte del leone spetta sempre alla Russia: la tratta Bologna-Mosca, tanto per fare un esempio, ha registrato, nel 2013, una crescita dei passeggeri pari al +222%.
Lo scalo di Roma Fiumicino si conferma al primo posto per traffico commerciale con oltre 36 milioni di passeggeri, ma sconta un decremento del 2,2% rispetto al 2012. In questo contesto, la nota positiva per l’aeroporto della Capitale proviene dal traffico sulle rotte Ue, cresciuto del 2,3%: con oltre 15 milioni di passeggeri – il 42% sul volume totale dello scalo – la domanda europea rappresenta la fetta di mercato più consistente per questo aeroporto. Alle difficoltà del Leonardo da Vinci fa da contraltare il +5,7% del secondo aeroporto romano, quello di Ciampino, che ha registrato incrementi sia del traffico nazionale che di quello internazionale, superando i 4,7 milioni di passeggeri nel 2013. Insieme, i due scali capitolini rappresentano il 28,4% del traffico italiano.
Chiudono il 2013 in perdita anche i due aeroporti di Milano, Malpensa (-3,1%) e Linate (-2,1%), rispettivamente al secondo posto in Italia con quasi 18 milioni di passeggeri e al terzo con poco meno di 9 milioni.
In controtendenza il Marconi di Bologna, che nel 2013 ha visto aumentare il traffico del 4% superando per la prima volta nella sua storia i 6 milioni di passeggeri annui. Anche lo scalo bolognese, tuttavia, sconta il calo sui voli nazionali (-5,4%), a fronte di ottimi risultati sulle rotte internazionali (+8,1%).
Tra gli aeroporti con almeno 1 milioni di passeggeri annui, la crescita maggiore è stata registrata a Trapani (+19%), scalo che conta ormai su un traffico di quasi 1,9 milioni di persone. Il Vincenzo Florio ha goduto di un buon andamento sia sul mercato domestico (+15,3%) che su quello estero (+28,1%).

Per approfondimenti: www.assaeroporti.it

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