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Il turismo culturale in Italia

Data: 16-11-2011
Autore: Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo - Redazione ONT

Il peso economico del settore culturale in Italia

La cultura e più in generale l’ambito dei beni e servizi culturali, per la rilevanza e il conseguente effetto moltiplicatore sull’economia, sono da considerarsi un settore produttivo a tutti gli effetti. Nell’ultimo decennio la quota spesa delle famiglie italiane per il settore “ricreazione e cultura” non ha mai manifestato flessioni, rappresentando, nel 2010, circa l’8% della spesa totale. La valenza economica del settore culturale nel nostro paese è dimostrata dal peso che l’industria della cultura e della creatività in generale esprime in termini di Pil: il 2,6% della ricchezza nazionale, con un contributo stimato, in valore assoluto, di circa 40 miliardi di euro. Il fatturato generato dal settore è pari a 103 miliardi di euro e sono 550 mila gli occupati del comparto culturale.
La tendenza ai viaggi più brevi ma ripetuti durante l’anno, la maggiore propensione alle vacanze “attive”, la diffusione di  itinerari tematici integrati (cultura, enogastronomia, eventi), e di forme di fruizione alternative legate alle nuove tecnologie (applicazioni per telefonia mobile, card integrate, web 2.0), hanno fatto si che il turismo culturale sia diventato uno dei prodotti che non ha conosciuto crisi negli ultimi anni.
Per l’immenso patrimonio storico – artistico che possiede, per la sua notorietà a livello internazionale e per la capacità attrattiva legata ai valori dell’Italian style, il nostro Paese si conferma una delle mete mondiali più ambite in valore assoluto ed una delle motivazioni che spingono i viaggiatori di tutto il Mondo verso l’Italia è sicuramente la cultura. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo  l’Italia è la 5° destinazione nel Mondo in termini di arrivi da turismo internazionale. Gli ultimi dati del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del primo semestre 2011 segnano un aumento del 9,6% rispetto al 2010 dei visitatori dei luoghi della cultura statali raggiungendo oltre 20 milioni di ingressi (+1.751.987).
 

Il successo delle città d'arte

Il movimento dei turisti nelle nostre città d’arte occupa un ruolo fondamentale nell’economia delle città stesse. Le aree metropolitane così come le città di piccole e medie dimensioni, nel ridefinire il proprio modello di sviluppo, oggi puntano infatti sul rinnovamento dell’offerta turistica e culturale allo scopo di attirare visitatori e turisti.
Secondo le indagini dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, nel primo semestre del 2011, dei 15,6 milioni di italiani in viaggio, il 38,6% ha scelto le località di interesse storico-artistico, sia italiane che estere, che sono state, di fatto, il primo prodotto turistico, in aumento di quasi un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2010. Seguono le note località balneari nostrane con una buona quota di mercato (31,7%).
Danno seguito agli ottimi risultati del semestre scorso, i mesi estivi di luglio ed agosto quando le città d’arte italiane ed estere hanno raccolto, secondo l’Osservatorio, il 16,9% dei 24,7 milioni di vacanzieri. Nel mese di luglio, in particolare, le località d’arte si posizionano al terzo posto fra le aree prodotto, mentre ad agosto sono state superate dalle sole destinazioni balneari. Nel mese di settembre il prolungarsi della stagione calda, ha fatto sì che circa il 70% delle vacanze in Italia e quasi il 50% di quelle all’estero siano state trascorse in una località di mare, in crescita rispetto allo scorso anno, a discapito, però, delle città d’arte che rappresentano una quota del 30,5% sui 4,7 milioni di vacanzieri, rimanendo comunque il secondo prodotto turistico dopo il balneare.
 

Distribuzione % dei vacanzieri per area prodotto - 2011
torte turismo culturale2
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo su dati Unioncamenre - Isnart
 

Buoni i risultati delle località d’arte anche in termini di occupazione camere nei mesi di luglio ed agosto, sebbene siano le destinazioni lacuali e balneari a realizzare i valori di occupazione maggiori fra le aree prodotto. A luglio, nelle città d’interesse storico artistico si rileva un tasso di occupazione camere del 66,5% (superando la media nazionale del 63,6%), il dato sale al 71% in agosto, superando di due punti percentuali il risultato dello stesso mese del 2010.
 

Occupazione camere luglio - agosto per area prodotto
tabella turismo culturale
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo su dati Unioncamenre - Isnart
 

La quota maggiore di turisti che ha frequentato le nostre città d’arte è rappresentata dagli italiani, ma è in lieve crescita il dato degli stranieri, che, con circa il 40% del totale dei visitatori culturali, supera di quasi il 6% la quota complessiva degli stranieri che hanno soggiornato in Italia nel trimestre estivo.
 

Occupazione camere nelle città d'arte in Italia, quote di italiani e stranieri
luglio - agosto - settembre 2011

2 torte turismo culturale
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo su dati Unioncamenre - Isnart
 

Il target prevalente è costituito da coppie (38,5% del totale), seguito dalle famiglie. La permanenza media è di 3 giornate e mezzo vale a dire circa un giorno in meno in confronto alla media italiana a dimostrazione del fatto che, la visita nelle città d’arte, è spesso espressione di un turismo mordi e fuggi. Per quanto riguarda l’organizzazione del viaggio, il web consolida sempre di più la sua forza quale canale di vendita anche per le città d’arte: i viaggiatori che prenotano tramite internet rappresentano il 45,5% del totale. Risultano comunque in aumento, rispetto allo scorso anno, i turisti organizzati (17% contro il 12,5%), la cui quota è superiore alla media nazionale (12,3%). Nonostante il prodotto città d’arte sia “vendibile” in tutti i periodi dell’anno, i dati sull’occupazione camere ci dimostrano che le località d’interesse storico-artistico sono ancora troppo condizionate dalla stagionalità tipica degli altri prodotti turistici, lasciando ancora ampi margini di miglioramento soprattutto con riferimento alle attività di promo - commercializzazione.
 

Città d'arte: occupazione camere per mese

occupazione camere citta arte
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo su dati Unioncamenre - Isnart
 

Secondo le ultime previsioni dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, per il mese di ottobre sono state prenotate il 49,5% delle camere ubicate nelle città d’arte, il 30% a novembre e il 26,1% a dicembre, producendo, rispettivamente, incrementi del 10%, 5% e 1% rispetto allo spesso periodo dello scorso anno.
 

L'evoluzione della domanda di turismo culturale

Crescono i numeri del turismo, ma mutano anche le scelte e le modalità di fare vacanza. Da 20 anni a questa parte, infatti, la domanda di turismo culturale si è profondamente modificata: oggi i turisti hanno una maggiore capacità di spesa, sono più interessati alla cultura del proprio territorio e degli altri luoghi, hanno bisogni molto differenziati e sono meno invasivi per la comunità locale. Nel 2009, quasi il 35% degli arrivi totali di turisti in viaggio in Italia sceglieva le città d’arte come meta per le proprie vacanze, la percentuale si riduceva leggermente se si considerano le presenze. Rispetto a cinque anni fa, la domanda culturale è cresciuta notevolmente in termini di arrivi ma si è ridotta in termini di presenze. In quest’ultimo caso, al fortunato biennio 2005-2006, quando le nostre città d’arte potevano contare su oltre 93 milioni di presenze, è seguito un 2007 di crisi (con una perdita di ben 7 milioni di presenze) e un 2008-2009 in ripresa. In termini di arrivi, invece, dopo il picco toccato nel biennio 2005-2006, quando le città d’arte conquistavano 3 milioni di arrivi in più, la situazione è rimasta più o meno stazionaria. Il diverso andamento di arrivi e presenze dimostra il cambiamento dei gusti e delle tendenze del turista culturale.
 

Andamento degli arrivi nelle città di interesse storico artistico negli ultimi 5 anni
ANDAMENTO DEGLI ARRIVI NELLE CITTÀ D’INTERESSE STORICO ARTISTICO NEGLI ULTIMI 5 ANNI
Fonte: Elaborazione Osservatorio Nazionale del Turismo su dati ISTAT "movimento negli esercizi ricettivi"

Andamento delle presenze nelle città di interesse storico artistico negli ultimi 5 anni
ANDAMENTO DELLE PRESENZE NELLE CITTÀ D’INTERESSE STORICO ARTISTICO NEGLI ULTIMI 5 ANNI
Fonte: Elaborazione Osservatorio Nazionale del Turismo su dati ISTAT "movimento negli esercizi ricettivi"
 

Oggi si visitano più città d’arte rispetto al passato ma si pernotta di meno. Il turista, specie quello proveniente da fuori Europa, salta da una destinazione all’altra per cercare di vedere la maggior quantità di città possibili ma spesso, così facendo, non ne gusta alcuna (si pensi al fenomeno dei city break vale a dire “fuga breve dalla città verso altre città”, una specie di vacanza lampo, espressione del senso di rottura ed evasione dalla propria quotidianità). Ed è per questo che molte città, per far fronte a questa tendenza, propongono forme di slow tourism (turismo lento) e di fruizione integrata, abbinando eventi, concerti, visite a più siti, esperienze enogastronomiche, in modo da consentire al turista, considerato come un vero e proprio residente temporaneo, di vivere e di capire l’atmosfera e la cultura dei luoghi favorendo l’integrazione con la popolazione locale e le loro abitudini.
 

Fonti:
- Istat, Conti economici nazionali Anni 1970 - 2010, 2011
- Ufficio Statistico del Ministero per i Beni e le Attività culturali
- Osservatorio Nazionale del Turismo, indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani, primo rapporto 2011
- Osservatorio Nazionale del Turismo indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani, settimo bollettino mensile, previsioni di agosto 2011
- Osservatorio Nazionale del Turismo, indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani, ottavo bollettino mensile, Agosto 2011
- Osservatorio Nazionale del Turismo, indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani, nono bollettino mensile, Settembre 2011
- Osservatorio Nazionale del Turismo, indagine sulle prenotazioni nelle aree turistiche e sui segmenti di prodotto, terzo rapporto 2011
- ISTAT “Movimento negli esercizi ricettivi – anno 2009”

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