L’incremento del 18,9% -tra sbarchi, imbarchi e transiti- registrato nel 2011 nei porti crocieristici italiani conferma la vitalità di un settore turistico che, del resto, sta dando importanti segnali di sviluppo anche in altre parti del mondo. Il Mediterraneo e le coste italiane hanno registrato negli ultimi anni un costante aumento del traffico crocieristico soprattutto per una serie di ragioni. 1-La “docilità” di un mare che, rispetto agli oceani, consente, grazie alle più favorevoli condizioni climatiche, una navigazione tranquilla e confortevole per più mesi all’anno. 2-La possibilità per il turista di approdare in luoghi e città che offrono, sotto il profilo paesaggistico, storico e culturale, incomparabili attrazioni. 3- offerte vantaggiose in termini di prezzi e diversificate in termini di servizi.
Questi, alcuni tra i motivi per cui, come sottolinea l’indagine presentata dall’Osservatorio, gli approdi di navi da crociera ai porti, ad esempio, di Cagliari, Palermo, Messina e Civitavecchia abbiano avuto nel 2011, nonostante l’attuale generalizzata crisi economica, un sostanziale incremento. E’ insomma l’appeal di un tipo di turismo che offre la possibilità di visitare, nell’arco di una sola settimana, più luoghi diversi e tutti di grande interesse, senza dover sostenere ulteriori oneri organizzativi ottimizzando tempi e costi
Tuttavia, nonostante i tassi di crescita siano stati sostenuti nell’ultimo decennio, il mercato potenziale presenta ancora, secondo gli studiosi, notevoli margini di sviluppo, soprattutto in termini di ricaduta economica sui territori.
Affinché il settore possa dare il suo contributo in termini economici, ma anche occupazionali è necessario porre più attenzione ad alcuni aspetti fondamentali.
In primo luogo l’opportunità di rivedere la dotazione infrastrutturale degli scali portuali con riferimento agli standard imposti dalle compagnie di crociera in ragione, ad esempio, delle dimensioni delle navi di nuova generazione, senza tralasciare interventi per la gestione dei traffici, sia per le navi che per i passeggeri. Tali interventi investono altre tematiche particolarmente delicate, quali quello della sicurezza e del rispetto dei nuovi standard per il contenimento degli impatti ambientali.
Altro tema altrettanto importante riguarda la filiera di servizi offerti ai turisti crocieristi che, sbarcando a terra, devono trovare località organizzate nell’accoglienza e nei servizi.
Per tale ultimo aspetto, è di importanza fondamentale instaurare buone dinamiche di relazione tra operatori e territorio. Il principale nodo da sciogliere è quello di assicurare ai turisti la piena mobilità, ovvero una ampia disponibilità di servizi. Chi sbarca, ad esempio, a Palermo trova ancora difficoltà a raggiungere, in tempi rapidi, luoghi di grande appeal culturale quali sono quelli offerti dalla Sicilia occidentale, cuore della magna Grecia; oppure, sbarcando al porto di Catania, è ancora difficile poter raggiungere, in tempi rapidi, splendidi esempi dell’arte barocca come quelli che si trovano nella città di Caltagirone. Si pone
Il problema di gestire attivamente le dinamiche di relazione tra territori, attraverso i soggetti deputati alla gestione e compagnie di crociera per cercare di raggiungere il miglior equilibrio tra proposte commerciali e vantaggi effettivi per i territori e per le aziende che in essi operano, al fine di evitare di “ingabbiare” il crocierista all’interno di un modello commerciale che limita il turista a spendere la maggior parte del suo budget a bordo della nave.